La costruzione del nuovo ospedale di Maïgaro

 

Gennaio 2004:

“04 Gennaio ......come  preannunciato arrivano i volontari per iniziare la costruzione del nuovo dispensario, sono: Eugenio Gastaldon, Antonio savietto, Paolo Galvani e Adolfo Eduati

Viene disboscata l'area per il nuovo ospedaleGiusto il tempo di organizzarsi, il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, (qui è giorno feriale) danno il via ai lavori preparando il terreno, liberandolo dai tronchi e dalle erbacce  e tracciare finalmente le fondamenta. Sono stati assunti una ventina di uomini per aiutare...

E’ stato necessario chiedere a Gemona l’aiuto di un muratore esperto, che non era stato previsto nell’equipe...

Provvidenza, nella persona di Giuseppe Vidoni, un alpino di Gemona, arriva il 7 febbraio, assieme alla moglie Ada, che ci aiuta poi in tutti i lavori di casa...”

Inizia qui una storia di vera Provvidenza, di generosità, di dono e gratuità ...

Forse una cinquantina di volontari italiani, di varie regioni, si alternano secondo le necessità , in due periodi annuali: muratori, manovali, elettricisti,  idraulici, falegnami, pittori, lavoratori del ferro...è una meraviglia!

Tutto presegue in un lampo...il tempo passa velocissimo e già si può realizzare quello che ne uscirà.

Lavori in corso per la costruzione del nuovo ospedaleI ragazzi del posto partecipano con piacere a questa costruzione che sentono propria e già prevedono il beneficio che ne avranno loro, le loro famiglie e tutta la popolazione della nostra zona che tanto soffre per la mancanza di cure!

Nei periodi di sosta, quando ritornano in Italia, ci sono i containers da preparare... lavoro duro... tutto il materiale usato, tranne il legname e il cemento, è stato spedito dall’Italia, dono di tanta generosità e carità, di tanta perseveranza, di tanta pazienza, di un AMORE che guida il cuore dell’uomo e che ci sovrasta e ci avvolge di SE’.

Nascono in questo contesto tante amicizie... che durano, che ci aiutano nei momenti difficili, che testimoniano di una solidarietà silenziosa ma grande.

Nella costanza, tra il calore e il vento, il nuovo dispensario prende forma...meraviglia, cresce da solo...forse con dimensioni che non avevamo veramente calcolato, ma che Qualcuno aveva misurato in un disegno tutto Suo!

Foto di gruppo con Mario DurighelE non possiamo dimenticare il sacrificio di Mario Durighel:  era la prima volta che veniva in Africa, un desiderio sempre nascosto nel cuore... era appena andato in pensione ed era arrivato con tanto entusiasmo, pieno di forza, di energia, allegro, capace di raccontare barzellette per ore...amico dei bambini...erano la sua gioia e la sua pena!

Purtroppo una breve malattia...tanta intima sofferenza, tanta emozione, un troppo grande desiderio di aiutare questa gente...gli ha stroncato il cuore...il 20 febbraio 2005!

Un dolore enorme!

Ma anche una testimonianza grande...di Mario e di tutti coloro che con tanta generosità  e umiltà hanno dedicato se stessi alla costruzione di quest’opera meravigliosa della Provvidenza!

Il 2 febbraio 2007 è indimenticabile:

non c’è stata inaugurazione ufficiale, c’è solo stato l’ingresso pieno di meraviglia e di gioia dei nostri malati...è stato bellisssimo perchè non si sono sentiti a disagio in una struttura cosi bella funzionale umana pulita e dignitosa...

 
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