UN SILENZIO DA MORIRE attorno alla crisi in atto in Repubblica Centrafricana…

La serata di Sensibilizzazione e Denuncia che si terrà a Treviso, mercoledì 19 giugno 2013, alle ore 20.30, nella Chiesa di San Gregorio, intende squarciare il muro di indifferenza attorno al vergognoso e terribile conflitto  centrafricano, attirando l’attenzione di cittadinanza e mass media, perché il silenzio smetta di uccidere due volte…

Gli attori impegnati da anni sullo scenario umanitario del Centrafrica denunceranno, indipendentemente dal credo religioso e politico, le sanguinose violenze di questa nuova guerra che sta dilaniando il già poverissimo Paese e che sta mietendo centinaia di morti fra i civili inermi.

Il 24 marzo 2013 con un colpo di stato i ribelli della Séléka hanno occupato la capitale Bangui e cacciato il presidente Bozizé accusato di corruzione e crimini contro l’umanità.

Circa 3000 ribelli, in gran parte di origine chadiana e sud sudanese, hanno conquistato sotto gli occhi indifferenti dei contingenti militari della Comunità africana presenti sul territorio per missione di pacificazione, l’intera Repubblica Centrafricana.

E’ stato solo l’epilogo di uno stillicidio di combattimenti, di battaglie più o meno violente che dall’autunno del 2012 hanno sconvolto il Paese, già ridotto in miseria dal Governo corrotto e incapace del presidente Bozizé.

Il recente colpo di stato anziché pacificare il Paese, lo ha gettato in preda a distruzioni, saccheggi, uccisioni da parte di bande armate incontrollate, violenze inaudite su donne, anziani e bambini, molti arruolati come bambini-soldato e mandati in prima linea nei combattimenti.

Con copione identico a quello già visto nei due precedenti golpe (tra cui quello che portò al potere proprio il presidente Bozizé) i mercenari, non pagati secondo accordi, si sono gettati come avvoltoi rapaci sulla popolazione inerme.

Ad alimentare gli scontri verosimili interessi, chadiani e sudanesi, occidentali e asiatici, nonché del terrorismo internazionale e dei mercanti di armi, di uomini e di droga.

Uno scenario sul cui sfondo si pone l’interesse delle multinazionali per i diamanti, l’uranio, le foreste, e le terre coltivabili a monocoltura intensiva.

E tutto nella pressoché totale indifferenza dell’opinione pubblica e della stampa internazionale.

Le poche notizie a disposizione giungono dalle Congregazioni religiose, dalle ONG e da alcuni canali della TV francese e vaticana.

Anche la stampa e l’opinione pubblica italiana si sono manifestate fino ad oggi totalmente indifferenti a questo enorme dramma umanitario che si sta svolgendo in Centrafrica. L’auspicio è che questa serata possa contribuire ad un’inversione di marcia.

Per maggiori informazioni, Dott. Mario Giobbia, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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