Il giorno dopo...

Il giorno dopo… l’Iniziativa di Sensibilizzazione e Denuncia della crisi in corso in Repubblica Centrafricana, tenutasi ieri, 19 giugno 2013.

La serata di ieri è stata un successo. Oltre 140 persone presenti, alcuni giornali locali e una televisione. Inoltre, nei giorni precedenti, interviste e articoli su varie testate locali.

 

 

Stridenti le differenze tra le varie anime del volontariato, ma nell'insieme un quadro positivo e variegato.

Questa la testimonianza offerta da Sr Giulia ai presenti:

 

“Quello che stiamo vivendo in RCA è difficile da raccontare… non se ne comprede la logica e non si intravedono vie di uscita… ed è una storia che si ripete ciclicamente e che periodo dopo periodo distrugge in un attimo tanti progetti, tante speranze, tanti piccoli passi che si fanno quotidianamente insieme, e che nei periodi di pace davano speranza, che facevano credere nella possibilità che anche questo paese – ricco di risorse naturali e di possibilità umane, ma dimenticato e troppo poco conosciuto… colonizzato da sempre, nonostante l’indipendenza – potesse avviarsi finalmente verso una reale indipendenza, autonomia e sviluppo.

Nel 2003 avevamo già vissuto un colpo di stato con giorni di paura, di violenze, soprusi e uccisioni… con l’ingresso in RCA di mercenari Ciadiani e Sudanesi… qualche nigeriano o altro e che per alcuni anni avevano seminato il terrore nella nostra regione… ma mai avremmo potuto credere che succedesse il peggio… che è quello che stiamo vivendo in questi giorni, da quando il 24 marzo 2013 il gruppo dei ribelli Séléka hanno preso il potere, con l’insediamento dell’attuale presidente Djotodia e la sospensione della costituzione… sembra un macabro gioco politico-militare questo alternarsi di gente avida di potere.

 

Ma, secondo me, questo non è stato semplicemente un colpo di stato, con l’espulsione e il cambiamento di un presidente e di un governo vorace e corrotto, incapaci di pensare al bene e allo sviluppo del paese, quello che sta accadendo è l’occupazione e l’invasione del paese da parte di vari gruppi di predatori, di barbari ignoranti e violenti, capace di qualsiasi atto violento, alla ricerca di soldi e di un bottino di guerra che li appaghi delle loro fatiche, a loro non interessa niente altro… certamente qualcuno li ha chiamati… qualcuno ha promesso loro dei soldi… ha dato loro l’autorizzazione a fare quello che stanno facendo impunemente… con la parallela, sistematica e totale distruzione di tutti gli apparati pubblici e amministrativi. Come hanno denunciato in un documento congiunto i Vescovi e i Rappresentanti delle altre religioni, è stato totalmente distrutto tutto l’archivio anagrafico di stato, l’archivio nazionale dei titoli di stato, le nuove apparecchiature per il rilascio di visti e passaporti conformi agli standard internazionali, i ministeri svuotati delle attrezzature e arredi e distrutte le documentazioni e gli archivi. I ribelli hanno poi invitato i dipendenti pubblici a ritornare ai loro posti di lavoro, ma come riprendere il lavoro all’interno di uffici che sono desolatamente delle scatole vuote…

La maggior parte di questi ribelli sono provenienti dal Tchad e dal Sudan, parlano arabo, conoscono pochissimo il francese e per niente il sango (la lingua locale), per cui sono assolutamente incapaci di dialogare o semplicemente parlare con la nostra gente e sono loro a gestire qualsiasi situazione si presenti a livello sociale, politico, giudiziario… loro la misura di tutto.

Il generale responsabile del campo militare di Bouar ha chiaramente dichiarato (mostrando la sua carta di identità di mercenario), di aver partecipato al colpo di stato del 2003 quando ha preso il potere il presidente Bozizé, ora destituito, e chiamato in questo momento a destituirlo per aiutare l’attuale presidente a prenderne il posto.

 

Sono tanti, sono 3.000, sono dappertutto e ovunque arrivano rubano, stuprano, uccidono, distruggono ogni cosa, attaccano particolarmente le missioni cristiane cattoliche… hanno distrutto tutto quello che poteva essere una risorsa nella città, a Bouar non esiste più il magazzino dello zucchero, il distributore di benzina e gasolio, i piccoli venditori non sono più liberi di vendere le loro piccole cose, unica sorgente di guadagno… loro arrivano e si appropriano di tutto…

 

La gente ha paura, scappa lasciando le case e i villaggi vuoti, soprattutto la notte rifugiandosi nelle foreste o nella brousse… In quasi tutto il paese le scuole sono state chiuse… solo alcune scuole cattoliche private hanno osato riaprire e concludere l’anno scolastico… le ragazzine non possono con tranquillità andare a scuola, rischiano di essere disturbate… i bambini e i ragazzi possono sparire ed essere arruolati fra le loro milizie, per essere poi mandati in prima linea negli scontri a fuoco… Anche nel gruppo che è arrivato prestissimo nella nostra comunità di Maigarò e Niem c’erano dei giovanissimi armati!

 

Gli ospedali e le farmacie, fra le quali alcune sono state derubate e svuotate di tutto… fanno fatica a funzionare e a rifornirsi… il personale sanitario è stato minacciato e spesso ha abbandonato il lavoro, tanta gente non ha potuto ricevere cure adeguate e sono morte nell’attesa… molte donne al momento del parto non hanno trovato soccorso… c’è la difficoltà di provvedere alle medicine… un container di medicine già pagate da almeno tre mesi è a Douala in attesa di poter raggiungere la nostra farmacia in sicurezza…

Le banche sono chiuse e non si possono ricevere le rimesse dall’Europa… con che cosa le missioni potranno far funzionare le poche strutture che ancora possono dare delle risposte alla popolazione… verrà a mancare il gasolio, verranno a mancare tanti prodotti alimentari e sanitari e generi di base…..

La gente non riesce a coltivare, hanno paura e quello che producono viene preso… e sicuramente si va incontro ad un ancor più grave problema alimentare, in un paese dove la malnutrizione soprattutto infantile è già gravissima e diffusa in tutto il paese….

Che senso ha voler liberare un paese da un malgoverno per gettarlo in un momento nella più profonda disperazione, miseria, fame…? Questi predoni sono stati abilissimi a fomentare odio, diffidenza, tradimenti e regolamenti di conto… mescolati a ladri e banditi comuni sono entrati nelle nostre comunità, nelle nostre case… armati fino ai denti, esigendo gasolio, soldi e vetture… logicamente con un minimo di rispetto fino a quando si è consenzienti, sono entrati nelle case di coloro che potevano avere un minimo di agiatezza (se di questo si può parlare in RCA), per rubare e uccidere… Spesso con la giustificazione di cercare armi nascoste che potrebbero essere pericolose, ad ogni istante si verificano esecuzioni sommarie… a volte basta uno sgarbo qualsiasi… basta rifiutare una richiesta assurda, come quella di non riconoscere la proprietà di un veicolo che appartiene a un altro, magari nemmeno conosciuto… per essere uccisi; basta trasportare in moto la moglie di un ribelle che viene insultata dalla gente per strada e tu autista vieni imprigionato perché non conosci quelle persone e non puoi o vuoi denunciare….

I tuoi figli e familiari vengono imprigionati e torturati solo perché non hanno saputo dire dove il vicino ha nascosto la sua macchina… coloro che hanno lavorato, non dico collaborato, sotto il vecchio regime, vengono presi, torturati e uccisi, i militari del vecchio regime invitati a presentarsi ufficialmente per essere disarmati e reinseriti nell’esercito, ma di fatto vengono fucilati all’istante e quindi sono costretti a nascondersi armati e privi di tutto per sfuggire alla loro esecuzione….

Questa non è una guerra che fa rumore… non hanno cannoni, aerei o carri armati… ma ognuno di loro è una bomba vagante e già innescata… in tanti anni mai viste tante armi!

E le armi da dove provengono? Non ci sono fabbriche di armi in RCA…… non ci sono soldi per la scuola, per la sanità, per le strade… ma ci sono tante tante armi!

 

Come dicevo da subito sono state colpite le missioni cattoliche cristiane e non credo solo perché sono quelle che hanno maggior attività, risorse e aiuti economici… i ribelli sono soprattutto musulmani e si è visto subito come tanti musulmani con i quali c’è sempre stata storicamente una buona e pacifica convivenza e collaborazione, non abbiano subito alcun attacco o violenza, mai soggetti a latrocini o altro…

Questo diventa pericoloso: dapprima la mal velata volontà dell’attuale Presidente di voler instaurare la legge musulmana della sharía: in una sua lettera mai smentita dell’aprile 2012 l’attuale presidente chiede alla conferenza degli stati arabi aiuto in munizioni e persone per arrivare a Bangui e stabilire la sharía…….. la RCA è sempre stata uno stato laico sancito costituzionalmente, non ci sono mai stati conflitti interreligiosi, c’è sempre stato rispetto e collaborazione fra le diverse etnie e religioni….. oggi, dopo le distruzioni e gli attacchi alle chiese e ai cristiani, c’è il rischio che la gente stanca di tutto questo, utilizzi violenza contro qualsiasi musulmano individuandolo come il proprio “nemico”… si innescherebbero così pericolosissimi meccanismi, come la storia africana e non ci insegna…

Alla fine una domanda si pone: quale responsabilità in tutto questo da parte dei paesi “amici” e vicini alla RCA?

Quello che la gente si chiede è, come mai quando il Presidente Bozizé ha dato ai cinesi e ai sudafricani la possibilità di sfruttare il petrolio centroafricano… la Francia ha abbandonato e rifiutato il sostegno a un paese dove, dopo l’indipendenza, ha sempre avuto un ruolo importante nella politica di questo paese?

Quali mire politiche, non solo musulmane/religiose, da parte soprattutto del Tchad?

 

La popolazione del RCA, dimenticata da sempre, ha già troppo sofferto e merita urgentemente l’attenzione e l’appoggio della comunità internazionale, per mettere fine alla violenza e alla miseria che da sempre l’accompagna… non aspettiamo che sia troppo tardi!”.

Sr Maria Giulia Mazzon

Ultimo aggiornamento (Venerdì 21 Giugno 2013 17:34)

 
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