Perché rimanere ora?

Bouar , 4 Aprile 2013


Cosa significa per voi restare in Centrafrica in un momento come questo?

Perché restare a fianco dei centrafricani e condividere le loro paure?

Se dovessi risponderti con una frase direi: resto per riconoscenza e per fiducia.

In effetti in questi giorni un vento furioso sta scuotendo la repubblica centrafricana e la cittadina di Bouar e nonostante la città si stia dando un clima di timida ripresa (quest mattina le botteghe hanno riaperto e una discreta circolazione di gente e di moto insieme a qualche pattuglia militare ben equipaggiata in armi era i circolazione) il clima è teso, la gente è ancora nascosta ai campi.

Diverse comunità religiose sono state "visitate" nelle notti precedenti e saccheggiate o derubate.

Tutto il personale amministrativo è fuggito in Cameroun a 150 km permettersi in salvo, loro e i loro beni.

Soli i missionari sono rimasti sul posto....e la gente comune.

Ed ecco la spiegazione della mia risposta: molte persone nei momenti più caldi o mi chiamavano al telefono o venivano direttamente a trovarmi alla missione dicendomi cosa stava succedendo e i possibili pericoli. Alcuni mi consigliavano di non rimanere in casa, ma il problema era che se i malintenzionati decidevano di venire da me, non trovando nessuno avrebbero sfondato la casa e l'avrebbero svuotata. Così mi sono deciso a rimanere.

Ogni mattina diverse persone si affacciavano alla missione per assicurarsi che tutto fosse andato bene la notte. Alcuni hanno anche dissuaso dei militari a venire qui.

Cosa ancora incoraggiante è che le diverse attività che abbiamo messo in piedi, e che facevano gola ai militari, come il centro internet ben equipaggiato in pc, stampanti ecc, il magazzino di acquisto e vendita dei prodotti agricoli delle associazioni contadine del progetto agricolo anche questo ben rifornito in prodotti agricoli e macchinari,sono stati resi sicuri e salvati proprio da chi ci lavora. Questo segno che sono iniziative che ormai sentono loro e a cui ci tengono.

In effetti io avevo già preso la mia decisione nei giorni precedenti la bufera di rimanere, sentivo che ne andava e ne va di mezzo il cuore del mio essere qui e della mia testimonianza: al massimo avrebbero portato via tutto, ma la mia missione di missionario non potevano portarla via e questo contava più di tutto.

Qualche momento di insicurezza l'ho vissuta, come la notte in cui per una buona mezz'ora i colpi si sono susseguiti fin qui a 100 mt dalla missione e quando ho sentito parlare fuori dalla chiesa i militari.

Le luci della stanza e della casa le ho spente tutte. Pensavo: adesso cosa succede?

Questo dà una certa insicurezza.

La gente però mi ha anche detto chiaramente: se vai via anche tu noi cosa facciamo.

Sì la gente ripone in me fiducia, ci conta su di me.

Tutte queste cose hanno giocato un ruolo grande dentro di me. Momenti significanti sono state anche le feste della domenica delle palme e Pasqua. La domenica delle palme dopo un sabato notte burrascoso pensavo che ci fosse poca gente alla processione organizzata a partire da una cappella di un quartiere, invece chiesa ben affollata.

Si leggeva sul loro volto la paura lo smarrimento, ma là tutti stretti in chiesa con canti gioiosi, ci siamo dati forza,quella forza che non ha nulla della reazione rabbiosa, ma piuttosto fiduciosa.

Stessa impressione la festa di Pasqua. La veglia non abbiamo potuto farla per ovvie ragioni di sicurezza, anche se le cerimonie della settimana santa le abbiamo celebrate puntualmente ogni sera e il giovedì santo l'adorazione si è protratta fino a mezzanotte.

Le parole che mi hanno colpito e mi tornavano alla mente forte in questa pasqua sono quelle di Gesù che dice: non abbiate paura io ho vinto il mondo.

Queste sono state lo sfondo della celebrazione pasquale, e i cristiani raccolti in chiesa che straripava ci volevano credere e trarne forza. Di fronte a tutto questo come non rimanere?

La gente a me affidata lo chiede e mi manifesta la sua vicinanza, le parole e di Gesù risorto risuonano come raltà indistruttibile.

Rimanere rientra nelle ragioni della vocazione della missione.

Ciao,

Beniamino

 
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