Ripresa finalmente una prima missione sanitaria

 

 

- RESO OPERATIVO APPARECCHIO PER ESAMI DI BIOCHIMICA

- NUOVA SESSIONE FORMATIVA AL CENTRO NUTRIZIONALE

 

 

 

 

La stessa striscia interminabile di asfalto, con le stesse buche...gli stessi saluti dei bambini ai lati della strada e la manioca stesa ad asciugare.

Poi la pista rossa...la polvere....la sterpaglia della brousse che brucia.

Tutto sempre uguale, nonostante siano passati più di due anni.

Ma, no qualcosa è cambiato: questa volta infatti stiamo viaggiando verso Maigaro preceduti da una camionetta carica di “caschi blu” armati fino ai denti e seguiti da un'altra con una grossa mitragliera. E' la nostra scorta.

Il Centrafrica è percorso da una guerra civile che dura ormai dal 2012 e le strade non sono sicure.

Siamo arrivati ieri a Bangui, io e mia moglie Flora, dopo più di due anni di assenza, accolti all'aeroporto dal saluto caloroso di Sr. Berenice e dal vecchio amico l'autista Gabriel (detto pangolin...lui lo sa perché).

A cena, al Centre d'accueil conosciamo Claudia, una volontaria responsabile di una ONG francese. Lei, ci dice, si fermerà solo due settimane. Noi un mese.
Si parla della tragica situazione del Paese e della nostra presenza, dei progetti da portare avanti. Poi a nanna, domani si parte presto.

Lungo la strada incontriamo pochissimo traffico, i villaggi sembrano poco animati.

L'arrivo a Maigaro, nel tardo pomeriggio, è una festa. Sr Giulia è visibilmente contenta e sollevata. Noi ci sentiamo a casa.
Anche il rientro in ospedale è carico di emozione. Dopo due anni rivediamo gli amici-colleghi.
I pazienti però, causa la guerra, sono pochi e anche il Centro nutrizionale, che Flora ha seguito negli anni scorsi, ospita solo due bambini.
Poche le partorienti. Le paillottes dove cucinano i parenti dei malati sono semivuote.

Anche l'animazione davanti all'ospedale, dove c'era stata quasi un'esplosione di piccole attività commerciali si è quasi spenta.
Pochissime e poverissime le bancarelle rimaste. Il traffico di moto e camion sul rettilineo di terra rossa è scarsissimo.

Con Sr Giulia abbiamo organizzato il lavoro da casa, via Internet e quindi possiamo essere subito operativi. Lo scopo di questa missione è quello di installare in laboratorio un apparecchio automatico per gli esami di biochimica, uno dei pochi, anzi pochissimi funzionanti in tutto il Centrafrica. Era stato acquistato prima della guerra con i fondi raccolti dal gruppo di ragazzi dell’Associazione “Tene Ti Ala, Amici di Maigaro” di Chiavari GE e, inutilizzato, rischiava di diventare inservibile.

Durante la prima settimana, i tecnici arrivati dal Camerun hanno messo a punto lo strumento e addestrato i due laboratoristi, Leon e Romuald. Nelle tre settimane seguenti li ho affiancati nella routine quotidiana, in modo da renderli del tutto autonomi.
Attraverso il loro impegno l'obiettivo, lo posso dire con soddisfazione, è stato raggiunto al 100% !

Ora il laboratorio è in grado di fornire una serie di analisi quasi completa e, insieme alla Banca del sangue già da tempo funzionante - che conta circa un centinaio di donatori regolari – si pone certamente al di sopra della media delle strutture presenti in tutto i Paese.

Ancora grazie ai ragazzi di Tene Ti Ala!

Flora intanto seguiva il Centro nutrizionale. Queste sono le sue impressioni:
"Sono stata colpita vedendo che il Centro, in quanto a organizzazione, rispetto dei protocolli per la preparazione dei cibi e igiene, mantiene uno standard veramente buono, grazie al lavoro attento e responsabile di Florence, Evelin e Monique..

Ovviamente la situazione di emergenza e sofferenza che il paese sta attraversando si fa sentire anche qui: c'è difficoltà nell’approvvigionamento di riso, mais e miglio, si fatica a trovare la carne, ma Sr. Berenice al mercato sa fare i miracoli e ai "bimbi" di Sr. Giulia non manca mai il necessario.

In questo periodo mi sono affiancata a Florence, ma ho potuto incontrare poche volte Evelin  e Monique, impegnate anche in altri reparti.

Ho trovato tutti molto provati dalla guerra: Evelin racconta che per molte notti il personale e le loro famiglie si sono rifugiati in ospedale per scampare ai guerriglieri.

Avevo programmato di seguire la sensibilizzazione delle mamme per l'allattamento al seno, lo svezzamento e l’utilizzo corretto dei nutrienti…ma purtroppo il Centro, in passato affollato di mamme e bambini, era quasi vuoto.
La popolazione preferisce vivere in “brousse” perchè si sente più sicura...ma dove tutti, soprattutto i bambini e partorienti, privi di assistenza, sono esposti a malattie e malnutrizione e ricorrono all'ospedale spesso solo quando sono già in condizioni disperate.
Come Marcel, 5 anni circa, arrivato in ospedale accompagnato dalla madre col fratellino in fasce, entrambi stremati, in condizioni critiche.
Marcel presentava tutti i sintomi della malnutrizione grave: era fortemente sottopeso, con disturbi digestivi, edema, rifiutava il cibo…non giocava…non poteva sorreggersi da solo.
Ci sono volute due settimane di trattamento prima che presentasse qualche segno di ripresa.
Poi, finalmente, la prima “bouille” assaggiata con diffidenza, a piccole cucchiaiate e l'inizio della ripresa. Piano piano Marcel ha riacquistato la voglia di vivere, camminare, giocare con un trenino…sorridere.
Si, perché i bambini gravemente malnutriti non sorridono…
E' stato per me un grande momento di gioia"

I problemi e le cose da fare naturalmente sono ancora molte.

In particolare a causa della guerra sono venute a mancare le missioni di personale sanitario esperto, medici e infermieri, con i quali negli anni precedenti avevamo potuto organizzare diversi corsi di aggiornamento e periodi di affiancamento del personale sanitario locale.
Questo tipo di intervento è assolutamente indispensabile, l'unico in grado di far crescere le competenze e quindi la qualità delle prestazioni.
Purtroppo ora, per vari motivi - soprattutto per il senso di insicurezza e per la paura, anche se immotivata, ma molto diffusa dell' Ebola – è diventato più difficile trovare la disponibilità di colleghi per missioni di questo tipo.
Ma di questo abbiamo soprattutto bisogno, più ancora che di mezzi tecnici sofisticati: di professionisti che possano trasmettere le proprie competenze.
E questa cosa non la si può comprare, bisogna trovare chi è disposto a regalarla.

Siamo rientrati in Italia dopo alcuni momenti di apprensione: infatti Claudia, la volontaria francese conosciuta all'arrivo, è stata nel frattempo rapita dagli anti-balaka in pieno centro di Bangui!
Anche se la sua avventura è finita bene, ne siamo rimasti molto scossi.
Inoltre ne sono seguiti altri rapimenti e violenze e a causa dell'aumentata insicurezza delle strade, abbiamo dovuto ricorrere ad un - provvidenziale - aereo dell'ONU che ci ha riportati a Bangui.

Adesso siamo qui, circondati dalle nostre sicurezze e, come ci capita ogni volta che torniamo a casa, subito ripensiamo con apprensione a Maigaro, alla vita così precaria e al futuro così incerto di suore, missionari, malati, donne, bambini e…- Papa Francesco docet - anche a quello di seleka e anti-balaka!

Dott. Renzo Cristofoli è medico biologo, da anni segue il laboratorio di analisi dell'Ospedale di Maigaro e la 
realizzazione della Banca del Sangue. Flora Teot,moglie del Dott. Cristofoli, segue il Centro Nutrizionale, facendo 
formazione sui protocolli internazionali previsti dall'OMS per le aree con malnutrizione e sottonutrizione e 
accompagnando nel tempo il mantenimento delle procedure e degli standard e gli aggiornamenti necessari.

 
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