Lettera di Suor Giulia

Maigaro, 15 Octobre 2015

Carissimi,

ormai un mese è già passato dal mio rientro in Italia e porto tutti voi nel cuore nel dono grande dell’amicizia, della solidarietà, della grande generosità e della fraternità con cui avete accompagnato la mia permanenza in Italia. Tanti di voi ho potuto incontrare, molti vi ho solo sentiti telefonicamente…ho dato tempo alla mia mamma e al ristoro spirituale…grazie di tutto, sento che mi accompagnate giorno per giorno e con voi, quotidianamente, cerco di vivere il mandato missionario ricevuto come Dono grande da Dio: "Andate…Predicate…Testimoniate…".

 

Papa Francesco cosi scrive nel suo messaggio per la giornata mondiale missionaria, il 18 Ottobre:

"La missione è passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo passione per la gente. Quando sostiamo in preghiera davanti a Gesù Crocifisso, riconosciamo la grandezza del suo amore che ci dà dignità e ci sostiene; e nello stesso momento percepiamo che quell’amore che parte dal suo cuore trafitto si estende a tutto il popolo di Dio e all'umanità intera; e proprio cosi sentiamo che Lui vuole servirsi di noi per arrivare sempre più vicino al suo popolo amato e a tutti coloro che lo cercano con cuore sincero."

E aggiunge: "Chi sono i destinatari privilegiati dell'annuncio evangelico? La risposta è chiara e la troviamo nel Vangelo stesso: i poveri, i piccoli e gli infermi, coloro che sono spesso disprezzati e dimenticati, coloro che non hanno da ricambiarti".

E allora mi sento a casa incontrando Bernard e Rene, otto e sei anni, che quando hanno saputo il giorno in cui cominciava la scuola, alle cinque del mattino, dopo una notte di diluvio, sono partiti a piedi da casa, accompagnati dal loro papà, percorrendo più di dieci Km in mezzo alla brousse per venire a chiedere di poter frequentare nella nostra scuola elementare…ma come avrebbero potuto andare e venire ogni giorno? Il papà non ci aveva pensato, ma non si preoccupa eccessivamente, potrebbe trovare qualche capanna vuota qui nel villaggio…a casa ha lasciato la moglie che cammina con molta difficoltà a causa di una malattia provocata dalla malnutrizione e dalla manioca, con lei un bebè di sei mesi e ancora un bimbo di quattro anni. Alla sera ritorna stanco e sfiduciato perché la capanna che cercava non l'ha trovata e allora per quella notte i due bimbi dormono nella nostra casa Odette e lui se ne ritorna dalla moglie…anche noi ci diamo da fare, ma è difficile trovare una abitazione dignitosa…quello che si trova sono capanne con il tetto di paglia ormai consumato e siamo nella stagione delle piogge, appena due piccole stanze, senza finestre per paura dei ladri…alla fine del terzo giorno decidiamo di dare loro un alloggio riservato al nostro personale: felicissimi! Il giorno dopo il papà rifà i dieci Km con la moglie sulle spalle e i due figli più piccoli!

Dieu Beni è ancora uno dei piccoli prediletti da Gesù: potrebbe avere tre o quattro anni, ma è talmente piccolo e malnutrito, è nato cieco…il giorno stesso del mio ritorno dall'Italia la sua mamma me lo porta per salutarmi…e mi fa tenerezza, sta male…ha la febbre ed è malnutrito. La sua mamma è ancora una bambina e non sa accudirlo, il papà nessuno lo conosce, anche se stanno aspettando un secondo figlio. Prendo in braccio il piccolo Dieu Beni e lo sento tanto fragile e bisognoso di affetto e cure…lo faccio ricoverare nel Centro Nutrizionale dove può ricevere oltre al cibo e alle cure, anche tanto affetto e attenzione…mentre vi scrivo ha ripreso a canticchiare, a battere le mani e giocare al tam tam con le sue piccole ginocchia…

Clarisse…cinque anni, da poco ha perso la sua mamma e vive attualmente con la seconda moglie del papà, ma non è la stessa cosa…è caduta in depressione, ha rifiutato di mangiare e ora soffre di una grave forma di malnutrizione, quando qualcuno si avvicina chiude gli occhi perché non vuol vedere nessuno…Noi cerchiamo di aiutare la nuova moglie a farsi sentire mamma, ad accudire la bimba, prenderla in braccio, accarezzarla, pulirla, lavarla…e pensiamo che a poco a poco riusciranno a stabilire un contatto d'amore e Clarisse oltre al gusto per il cibo troverà ancora una mamma e con lei la voglia di vivere.

E come loro Polycarpe, Dorcas, Ramatou, Hassane, Alima... che hanno avuto la gioia di poter cominciare la scuola elementare, contrariamente a tanti loro coetanei a cui non è concesso in questo momento accedere agli studi elementari, causa la situazione politica e sociale di assoluta insicurezza e miseria provocata da quasi tre anni di guerra.

Questa è l’altra “frontiera” che cerchiamo di vivere attraverso l'educazione alla pace, alla convivenza, alla fraternità, all'accoglienza nei nostri rapporti con i malati e le persone che frequentano il nostro ospedale e in particolare i bambini e le giovani della nostra scuola di Maigaro.

La situazione qui è ancora molto confusa e pericolosa, non è facile il percorso verso la capitale Bangui dove si incontrano bande di giovani armati e drogati, senza alcun controllo che minacciano, rubano...la stessa cosa verso il Cameroun dove ormai da troppo tempo un gruppo armato, dicono, non identificato spadroneggia svuotando i villaggi dei dintorni e rendendo quasi impossibile viaggiare e queste sono le uniche due strade che permettono la sopravvivenza qui a Bouar e a Bangui, come altrove...in questi giorni è molto difficile trovare benzina, come anche prodotti alimentari di base, riso latte, zucchero, sale...

C'è tensione un po' dapertutto, tanta difficoltà alla riconciliazione e alla rappacificazione...ci si chiede lo scopo di tanta forza di pace dell'ONU presente ormai da più di un anno...le armi continuano a circolare senza alcun controllo, tutti sono armati...e da dove vengono tante armi?

Sono sicuramente situazioni più grandi di noi... aspettiamo la visita di Papa Francesco con tanta speranza...e non ci resta che la preghiera, la fiducia in Dio e nella sua provvidenza, la nostra quotidiana testimonianza di servizio gioioso e totale, di accoglienza e di pace!

Continuate a pregare per questo paese e la nostra gente, la sofferenza è ancora tanta!

Che il Signore accolga e ascolti il grido di tanti poveri!

 

Grazie ad ognuno e per tutti il nostro ricordo riconoscente e fraterno.

Con affetto

 

Sr M. Giulia

 
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