Repubblica Centrafricana

Repubblica Centrafricana

La Repubblica Centrafricana (RCA) si trova al centro dell’Africa e confina a Nord con il Ciad, a Nord-Est con il Sudan, ad Ovest con il Camerun, a Sud con la Repubblica del Congo e con la Repubblica Democratica del Congo.

Si estende su una superficie di 622.984 Kmq ed ha una popolazione di circa 3.600.000 abitanti, con una densità media di 6 ab./Kmq.

E’ una repubblica presidenziale. La capitale è Bangui (524.000 ab.) ; altre città: Bouar (a dieci km da Maïgaro) 50.000 ab.; Bérbérati 40.000 ab.

Religioni: 57% animista; 35% cristiani;.8% musulmani.

Lingue: Francese (ufficiale) e Sango.

Gruppi etnici: Banda 27%, Baja 24%, Manja 21%, Sara 10%, altri 18%.

HDI: nella lista di stati per Indice di sviluppo umano, la Repubblica Centrafricana si trova al 159 posto su 169, come estrapolato dal Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2010 compilato dalle Nazioni Unite nell'ambito del Programma di Sviluppo, pubblicato il 4 novembre 2010.

Clima: tropicale

Monti principali: Mont Kayagangiri (1420 m.).

Fiumi principali: Oubangui (con Bomu), 1.400 km nel tratto centrafricano, 2.300 km in totale.

Moneta: Franco CFA

Stato attuale del Paese: ribelli e militari atterriscono e distruggono il paese; interi villaggi vengono incendiati e gli abitanti ne pagano le peggiori conseguenze; i funzionari statali non sono pagati da diversi anni, quindi le scuole sono quasi sempre chiuse e gli uffici pubblici inesistenti: se si vuole un certificato di nascita, bisogna portarsi la carta per trascriverlo e ovviamente tanti soldi, per questo la maggioranza non sono iscritti e non si sa mai precisamente quanti anni abbiano! La produzione del cotone e delle arachidi, un tempo fiorente, ora è stata abbandonata poiché non competitiva. Non esiste nessun tipo di industria, anche se alcuni giornali affermano il contrario: in RCA la gente muore letteralmente di fame.

Il PIL è estremamente basso, circa 60% della popolazione vive con meno di 1,25 US$ al giorno. L’economia è basata per l’80% sull’agricoltura. La fuga dalle campagne ha fatto sviluppare rapidamente i maggiori centri urbani, con un tasso di popolazione urbana che raggiunge il 45%, ma la qualità sia della vita urbana sia della vita rurale rimane estremamente problematica. Il preoccupante analfabetismo, che tocca il 51,4% della popolazione, è una piaga sociale.

Grave la situazione sanitaria della popolazione. Il Paese registra la mortalità infantile e materno-infantile tra le più alte del mondo. Le malattie endemiche: diarrea,  malaria, epatite A, tifo, meningite meningococca, la bilarzia (trasmessa attraverso l’acqua che bevono), la rabbia, i vermi, il gozo (avvelenamento dovuto all’erroneo trattamento della manioca, alimento fondamentale nella loro alimentazione) e moltissime infezioni causate dalla “yorio ti kondo”, cioè la medicina tradizionale tutt’oggi molto diffusa nei villaggi. L’aspettativa di vita è di 45 anni.

 
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