Scuola Primaria

La scuola elementare annessa al CET (Collège enseignement technique) di Maigaro è nata come pianticella spontanea, virgulto non programmato nel progetto iniziale.

Nel 1995, all’avvio dell’opera, fu previsto un percorso scolastico di cinque  anni allo scopo di formare ragazze animatrici di villaggio in campo educativo e igienico- sociale.

L’ultimo anno di frequenza includeva tre stage pratici, ciascuno della durata di un mese:

  • in ospedale, per la pratica delle conoscenze acquisite in puericultura
  • alla scuola materna per l’osservazione del comportamento infantile studiato in psicopedagagia
  • alla scuola elementare per sperimentare  le nozioni di didattica dell’insegnamento.

Era dunque necessario  creare una scuola materna e poter inviare il gruppo delle ragazze dell’ultimo anno presso una scuola elementare. Ma dove? Come? La vicina scuola statale nel villaggio di Maigaro funzionava (e putroppo funziona) irregolarmente con insegnanti poco preparati e scarsamente motivati, a causa di una retribuzione del tutto precaria. Il governo infatti assicura solo il salario del direttore; gli altri insegnanti sono a carico dei genitori degli alunni, contadini che vivono di un’economia di sussistenza. In genere sono scelti tra le persone più istruite del villaggio stesso, il cui titolo di studio più elevato è la 3a media.

Fu così aperta in sede una classe gemellata di 1a e 2a elementare per il tirocinio delle nostre allieve del 5° anno, in attesa di sostenere una scuola elementare a Yongo, villaggio a circa 1,5 Km dalla  scuola.

Intanto, con il trascorrere del tempo, si evidenziava un’altra difficoltà: a causa di un progressivo deterioramento della scuola nel suo insieme, in Centroafrica, il livello di base delle nuove alunne risultava sempre più debole. Era diventato impensabile che potessero inserirsi subito in attività  sociali o di insegnamento. Gli stage di preparazione decaddero, ma la classe pilota, creata per il tirocinio didattico, continuò a sussistere, anzi su richiesta insistente da parte dei genitori, si continuò con le classi successive sino a fine ciclo. Senza averlo previsto, era nata anche la scuola primaria annessa al CET di Maigaro. Come si potevano lasciare decine di bambini dallo sguardo vivo ed intelligente senza istruzione, costretti a passare le loro giornate a lavorare nelle piantagioni o nelle faccende di casa? Maigaro doveva esserci anche per loro e non solo per le ragazze venute da lontano.

Iniziata timidamente come classe sperimentale nel settembre 1999, la scuola annessa al CET di Maigaro accoglie oggi oltre 250 bambini distribuiti in 6 classi, dal CI (Cours d’Initiation) al CM2 (Cours Moyen 2) essendo la durata  della scuola elementare di 6 anni. Provengono dai villaggi limitrofi, percorrono talora anche 10-15 chilometri a piedi, spesso di corsa, per non essere in ritardo. A casa non esiste orologio, si regolano guardando il sole, sentendo il  calore che emana all’orizzonte. Se il tempo è nuvoloso è ovvio che arrivino in ritardo e la lunga fila per scendere in classe non si forma più alle ore 7,15.

In  una borsetta di plastica o di tessuto ormai logora e sudicia per l’uso, tengono i loro tesori: la lavagnetta, mozziconi di gesso, due quaderni, un pezzetto di matita e la biro ricevuti a scuola. Sono felici di imparare! La maggioranza arriva senza aver fatto colazione, trotterellando e cantando, portando ai piedi delle ciabattine infradito spesso vistosamente bucate nella parte del tallone, a causa dei lunghi tragitti percorsi e della scarsa qualità della merce.

Commuove il vederli in classe attenti e disciplinati o in cortile gioiosi di correre e calciare il pallone durante la ricreazione. Indossano come divisa una casacchina color fucsia con pantaloni o gonnellina neri. Quando si rincorrono e saltano è una danza frenetica di colori e di grida.

L’andare a scuola costituisce una grossa fortuna per loro qui. Altri coetanei, soprattutto se  bambine, sono costrette fin da piccole ad accudire ai fratellini, lavare, cucinare, vendere i prodotti dei campi o altre merci, in  mercatini che si formano lungo il bordo della strada.

Perché per certi bambini vi è solo il tempo del duro lavoro e non quello del gioco? Vi è solo il tempo della fame e mai quello della sazietà?

 






 
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