Maigaro: perché?

Dopo la promozione del 2000, il Collège Notre Dame di Maigaro figura nella lista delle scuole private legalmente riconosciute. Ogni anno, decine e decine di ragazze si presentano agli esami di ammissione. Vengono scelte le migliori delle diverse regioni del Centroafrica, perchè i posti sono limitati. I posti letto sono 120. In più vengono accolte anche delle alunne esterne tra le alunne del CM2 (5a elementare) che hanno in precedenza frequentato la scuola primaria annessa al nostro istituto.

A fine ciclo, le nostre allieve ottengono due diplomi: il BC (Brevet Collège) che corrisponde alla terza media ed il BT ESF (Brevet Technique Économie Sociale et Familiale), che è il diploma riconosciuto alla nostra scuola. I due diplomi sono possibili perchè la vita di collegio, il fatto che le ragazze restino sempre in sede consente un lavoro intenso ed una pluralità di discipline. L’insegnamento generale è molto curato allo scopo di colmare le lacune di una scuola elementare spesso carente, irregolare e povera  di mezzi.

I genitori sono ora pienamente soddisfatti! Diploma assicurato, anzi due, un insegnamento di qualità ed una buona formazione per le loro figlie.

Perchè tante ragazze decidono di iscriversi al Collège di Maigaro? Certamente per l’educazione che vi ricevono. Il CET di Maigaro ha come scopo la formazione delle giovani perché divengano protagoniste di progresso nel loro paese. Poiché  la scuola è via maestra per lo sviluppo, Maigaro si prefigge innanzitutto la formazione della persona, della sua intelligenza, del suo cuore e della sua volontà. Vuole principalmente rendere le giovani consapevoli delle loro capacità, della loro dignità e in grado di vivere i loro diritti/doveri. L’istruzione diviene un mezzo per il raggiungimento di questo scopo primario.

Maigaro vuole impedire che :

  • bambine di 12-13 anni siano date in matrimonio in cambio di una dote di 25-30 euro. Infatti la donna  è ancora considerata un bene da pagare perchè darà dei figli. Guai alla donna sterile, è generalmente ripudiata.
  • vi siano bambini che muoiono a causa della malnutrizione, fenomeno questo dovuto a grave ignoranza più che alla mancanza di mezzi. La madre spesso ignora le regole di una corretta alimentazione del bambino, soprattutto al momento dello svezzamento. Ci sono donne che accompagnano figli in condizioni gravissime del tipo : bambina di 6 anni, peso 3 chilogrammi  perchè spetta al marito decidere tutto e, se lui è in viaggio e rientra due mesi dopo, la madre non è autorizzata ad accompagnare la figlia in dispensario !
  • che la vedova sia spogliata di tutti i suoi beni, considerati di diritto appartenenti al marito, anche se frutto del suo lavoro, e, cosa ben più grave, le siano sottratti i figli. Si, perchè cosi’ vuole la tradizione. Una volta pagata la dote alla famiglia della sposa, il marito diviene proprietario delle creature da lei generate. Alla sua morte, i figli restano nella famiglia paterna e sono spesso separati, affidati agli zii o altri parenti del padre. Questi bambini vivono allora drammi segreti e profonde ferite interiori . D’un tratto si trovano totalmente orfani, strappati ad entrambi i genitori e separati dai fratelli. Il loro vero nucleo familiare non si ricostruirà più. Se poi nella nuova famiglia di adozione non sono bene accetti, ma solo sopportati, allora divengono « i servetti » di tutti e sarà loro sempre rinfacciato il poco che mangiano.
  • la donna muoia di AIDS perchè contaminata da un marito infedele e vagabondo. Spesso l’anziano  ricco si prende l’adolescente che lo farà sentire ancora giovane e che gli darà altri figli vigorosi. E la ragazza deve sosttostare agli accordi presi tra suo padre  ed il facoltoso marito.
  • soccomba stremata da numerosi parti e da gravosi lavori quotidiani. Suo compito è infatti lavorare i campi, procurarsi la legna, l’acqua, cucinare, badare ai figli ed altro. si vedono donne incinte ormai prossime al parto portare sul capo pesanti recipienti colmi d’acqua ed il marito camminarle accanto, incurante della sua fatica.

Maigaro: perché la donna in Centroafrica viva secondo la sua dignità, libera e capace di liberare.

 
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